TINTURA NATURALE

Già centinaia di anni fa l’uomo tingeva i tessuti con gli estratti naturali delle piante; con l’avvento della chimica e della tecnologia si è sostituita la tintura naturale con quella chimica perchè più veloce e semplice per le grandi produzioni, ma molto più inquinante. Si pensi che la tintura chimica dei tessili utilizza circa 8000 sostanze chimiche diverse e una quantità d’acqua pari a 40 volte il volume del tessile prodotto.
Il processo di tintura naturale comincia col lavaggio dei tessuti con acqua ricca di minerali e sale di mare, per rimuovere gomme e oli utilizzati nella tessitura. Il processo seguente è la candeggiatura che viene fatta utilizzando una base di erbe e concime animale ed esponendo il tessuto alla luce del sole. Si prosegue poi con la mordenzatura per rendere i colori brillanti, attraverso sostanze naturali come il mirabolano, una pianta che cresce nelle regioni himalayane o le foglie di rabarbaro; olii e minerali. Per tingere vengono utilizzate erbe, piante, radici, minerali e oli. Per esempio la base del color giallo è data dalla curcuma, una radice che da millenni viene utilizzata nella cucina indiana e che ha proprietà antiossidanti, antitumorali e curative per la pelle, mentre per il rosso viene utilizzata la radice della robbia, pianta usata fin dall’antichità per la tintura (robbia dei tintori) e che ha proprietà diuretiche e depurative e viene utilizzata nella medicina ayurvedica per curare malattia croniche della pelle.
Inoltre i rifiuti solidi e liquidi vengono separati attraverso filtrazione e utilizzati come concime agricolo e per irrorare i campi e non vanno ad inquinare il suolo e l’acqua come succede nei processi chimici di tintura.
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